giovedì, 04 settembre 2008

NEW YORK NON E' L'AMERICA

L'estate è finita. Sono tornato e vorrei ripartire, subito. Scrivo due robe senza un perchè. Dunque si dice sempre che New York non è gli Stati Uniti, beh è vero, ora New York ne ha di limiti, ma del suo non essere Stati Uniti te neaccorgi per esempio appena arrivi a Huston, con il suo "aereoportino" intitolato a George Bush che quando leggi la targa pensi a uno scherzo, che si siano sbagliati o che magari quello li è un famoso vaccaro locale omonimo, invece è lui, proprio lui, è un Presidente, da non credere, ed già nella storia. Huston, griglie di casette artificiali nel verde artificiale di un nulla vero e realissimo. Con la sua immancabile city nel centro preciso della città, costituita da una decina di perpelloni luccicanti (qui intendo così grossi e alti, insomma grattacieli!). Gli abitanti grassi e unti, sguardi lobotomici, che danno la caccia agli armadilli, domano vacche, vanno in chiesa, ma da ubriachi, sono abbastanza razzisti. Infatti i neri qui sono ancora più grassi e l'unica roba che gli vedi fare è pulire.Se invece si va nel New England (sono sei stati io ne ho attraversati tre Massachusets, Connecticut, Rhode Island,il più piccolo stato dell'unione) Le cose cambiano, cioè le facce di gomma tipo Simson sono le stesse, il modo di esprimere i concetti è simile, (grunt, arf, grabb, yeahhh) ma i contenuti sono un po' diversi,  a New port si respira un po' più aria d'Europa, non per niente i padri fondatori arrivarono qui, colori, profumi e costruzioni hanno proporzioni a volte pure troppo perfette. Ti viene voglia di sporcare un po', di organizzare una marcia incazzosa, insomma di attaccare la corrente. Anche Cape Cod t'immerge in una tranquillità ricca ma tutto sommato sobria e proporzionata così poco americana. Davanti l'isola di Martha's Vineyard dove mio zio (che è americano!) sostiene abbiano girato lo squalo, mah a me sembrava un po' diversa, credo lo paghi qualche proloco. Bello, però ovunque ci s'ingozza allo stesso modo, pollo, amburgher, burstell, lamortadella taiata fina fina non va di moda, troppo fina! E poi qui i kennedy hanno fatto il bello e cattivo tempo, hanno fatto di tutto, sono finite carriere politiche, hanno fatto orge, concepito figli, perso vite umane eccetera eccetera.   Quindi la mortazza non si addice al luogo, ma il pollo fritto si, anche a Cape Cod.

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giovedì, 03 luglio 2008

CASO E OMONIMIA

Mi porto dietro il film “Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto” da 3 settimane, devo cambiarlo, il lettore dvd non lo legge. Il venditore è anche un amico.

In una precisa finestra di tempo del pomeriggio del 1 luglio, ma per imprecisate ragioni, il muso del mio scooter punta dritto una direzione. Ha deciso di portarmi a cambiare quel film.

Dopo qualche minuto che sono nel negozio, il cane solitamente narcolettico del mio amico, si anima come tarantolato e si genta su una tipa bionda all’ingresso, lei sorridente lo accoglie tra le braccia.

Adesso siamo 3 + il cane, che dopo aver devastato le gambe della signorina con delle unghiate in stile Nightmare ha esaurito la sua spinta emotiva e dorme.

Parliamo e scopro che lei insegna, ha un blog su splinder,  gli piace un sacco scrivere, che ha già scritto un libro e ne ha in uscita un secondo, è pure simpatica. L'ultima annotazione è ovviamente relativa.  

Ah scopro anche che portiamo lo stesso cognome!

Parliamo per un bel po',ci diamo qualche riferimento, poi preso L’infernale Quinlan in un’edizione speciale me ne sono andato.

La giornata è proseguita, calda e faticosa. Verso l'ora di cena torno a casa, il tempo di preparare qualcosa da bere, che mi suona il telefono, mentre inizio la conversazione mi viene da aprire la finestra, mi affaccio e una macchina mi parcheggia sotto casa, un secondo e ne esce una bionda.

La guardo un attimo e la chiamo, lei si gira e guarda all’insù, si capisce che non deve distinguere bene, si capisce che ha problemi di vista e poi me lo urla pure e allora io gli urlo il mio nome. Ci mettiamo a ridere.

Era la mia omonima incontrata nel pomeriggio nel negozio del mio amico.

Vedi un po' il caso, anche se ai più attenti o a chi ha libri in uscita, potrebbero sembrare le “Notazioni” per una mia versione degli “Esercizi di stile” di Queneau, giuro che  è tutto vero.

La  

La

 

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martedì, 18 marzo 2008

FLOAT LIKE A BUTTERFLY STING LIKE A BEE

Ci vogliono semplificare l'esistenza, il quotidiano, le scelte, ce lo dicono tutti i giorni; anche la mente, questo non lo dicono è implicito.Illusi, il mondo è complesso ed è grazie a questa complessità che ci evolviamo. La normalità è un sedativo che non dobbiamo mandar giù. Piuttosto innamoriamoci della complessità, dell'alchimia della convivenza plurale delle culture, innamoriamoci dei meticci, perchè noi italiani lo siamo per primi, lo dice la nostra storia che il Kukux clan nostrano si rassegni alle sue paure, perchè il richiamo alla normalità è solo paura del futuro.

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martedì, 05 febbraio 2008

Visti i tempi lo ripropongo :

Michele Serra - IL futuro ci guarda negli occhi-  tratto da l’espresso n° 3 2007

 

l futuro economico del Paese è avvolto nella nebbia e minato dall'incertezza, tranne che su un punto: Lapo Elkann risolleverà le bandiere ammainate dell'Italian Style. A Firenze, dove si era recato per presentare un nuovo paio di occhiali da sole al carbonio al prezzo speciale di 1.007 euro (l'utile è di sette euro a paio) è stato accolto da due ali di giovani che gli gridavano: "Sei geniale!" (dai quotidiani del 9 gennaio). La mossa fa parte di una strategia di lungo periodo di cui vi anticipiamo le tappe principali.

2008
Nell'anniversario del lancio degli occhiali da sole da 1.007 euro, Lapo Elkann indice una convention commemorativa nel corso della quale ripercorre le tappe di questa avventura industriale. Un grafico illustra l'andamento impressionante delle vendite: la curva è in costante ascesa, dal singolo paio di gennaio alle tre paia vendute in giugno e alle nove di dicembre, per un totale 50 paia e un fatturato di 50.350 euro. L'utile di 350 euro è stato utilizzato per pagare il taxi da Torino a Firenze. Il giovane Lapo spiega, tra gli applausi scroscianti, la sua strategia vincente: li ha comperati tutti lui. Tre o quattro ragazze delle prime file svengono per l'eccitazione. Urla di "Sei sempre più geniale" lo accompagnano all'uscita.

2009
Lapo sbalordisce gli osservatori: con una semplice mossa di marketing, il giovane Elkann ha nuovamente raddoppiato la vendita dei suoi occhiali. Gli è bastato lanciare la moda del doppio paio di occhiali sovrapposti indossati contemporaneamente.

2010
Il successo travolgente degli occhiali da sole convince Lapo ad allargare il campo d'azione. Produrrà anche un monocolo da 507 euro. È il boom. I ragazzi italiani si vestono come lui, vogliono essere come lui. A Teramo uno studente si cava un occhio per poter indossare con più disinvoltura il monocolo 'alla Lapo'. Casi di emulazione in tutto il Paese. Il look alla Lapo è sulla copertina di tutti i settimanali: jeans e felpa, un'idea che parrebbe vecchia come il cucco se i jeans non costassero 2.007 euro e la felpa 5.007. I precari di tutta Italia fanno il leasing per procurarseli.

2011
Quello di Lapo Elkann è ormai un impero. Produce anche occhiali da sole commestibili con la montatura di marzapane. Occhiali da sole a motore che salgono da soli dal taschino alla testa. Occhiali da sole correttivi, che migliorano la forma delle tempie e del setto nasale grazie alla rigidissima montatura di ghisa. E anche un modello da abbinare ai jeans strappati, con le lenti incrinate. Dovunque vada, Lapo deve proteggersi dall'assalto dei giornalisti e delle troupe tv, e da migliaia di fan impazziti. Il mantenimento dell'ordine pubblico è complicato dal fatto che la folla inciampa in continuazione perché porta gli occhiali scuri. Ha una rubrica sul “Corriere della Sera”, 'La frase giusta': una frase di dieci parole ogni settimana, assemblata nel Centro studi della Fiat da un pool di dieci intellettuali.

2012
Oramai affermatissimo stilista, Lapo convince la Fiat a produrre la city-car Lapo. È una brillante vetturetta monoposto, con la carrozzeria di felpa, una linea modernissima a mezze maniche e con il colletto morbido, la scritta “Viva l'Italia”sulle fiancate, lunghe basette incollate ai finestrini. Costa 50.007 euro e riscuote grande successo anche se ottiene solo l'omologazione per essere usata nel corridoio di casa.

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lunedì, 28 gennaio 2008

"Saremo identici a come eravamo" 12/12/2007

La nuova cinquecento fa schifo e per questo piacerà e ne venderanno a migliaia. Il fenomeno del recupero stilistico che attraversa ogni campo culturale e tecnico è la sintomatologia di una società improduttiva dal punto di vista delle idee il cui cuore batte flebile in attesa di uno shock violento e salvifico.Suscitare ricordi ecco di cosa siamo capaci, riavvolgere il tempo come se la contemporaneità non esista, la macchinetta che ci riporti agli ottimistici anni del boom!! La nostalgia che passa dalla tv, dai volti dei vecchi politici, dalle sagge esperienze di mistici defunti. La nostalgia di una complessità più governabile, meno regolata e per questo percepita più libera, un po' come il capitalismo senza capitale, che puzza mafia e fascismo inteso non come regime, ma come castrazione della fantasia, amputazione dello spazio-tempo, disconnessione della nostra dimensione interiore con tutte le energie vitali del cosmo.Incapaci di produrre stile, vogliosi di vivere in ere mitologiche che appartengono tutte al passato, lenti e scontati nel procedere a una visione del futuro. Ecco che ricostruiamo un mondo, un "sistema degli oggetti" capace di riportarci al passato visto che quello non torna, il messaggio dei ragazzi avvizziti che ci governano è "Saremo identici a come eravamo" Io non voglio esserci

                                                                                                                                                            Jacopo landi

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