giovedì, 31 luglio 2008

NUOVA  ALBA...

E’ una nuova alba e non sarà molto luminosa. Ma nessuno lo dice e lo spiega. L’economia è ferma non per una congiuntura di breve durata, ma per una mutazione strutturale e antropologica epocale.

Il mondo dello sviluppo e della crescita è finito e non c’è più modo di ipertrofiarlo con alcunchè.

Chi detiene il potere e i media cerca di confondere le carte di “non deprimere i consumatori” perchè così “si deprimono i mercati” ma chi fa analisi di medio/lungo periodo sa bene che lo sviluppo economico così come lo abbiamo conosciuto dalla rivoluzione industriale in poi è finito.

Le risorse diminuiscono la popolazione mondiale aumenta, se si analizza la crisi petrolifera degli anni 70’, grave, pericolosa politicamente con conseguenze diffuse sui cittadini, non ha avuto lo stesso impatto di quella che solo adesso stiamo iniziando a vivere e che, per iniziare, ha generato anche una crisi alimentare diffusa dai risvolti tutt'altro che prevedibili.

Da qui il ritorno delle destre populiste, che sembrano concedere, ma che in realtà si arroccano per mantenere ciò che hanno e limitare il più possibile l’arretramento della loro ricchezza, ergendo muri sempre più alti per tener lontano l’esercito di chi s’impoverisce, esercito capace d'arruolare strati sociali che  fino a pochi decenni fa, in epoca di grande sviluppo sembravano in possesso di uno status inamovibile.

"Il bianco ci colpisce come un silenzio ricco di possibilità" dice Kandinsky, parlando dei colori.
In silenzio dobbiamo mollare le vecchie categorie e riflettere, ripensare i comportamenti in un contesto diverso che chiamerà a delle rinunce, che ci mostrerà forse di quante cose superflue e inutili abbiamo dotato le nostre società con l’illusione di tenerle in equilibrio. Per cercare nuove possibilità forse avrenmmo bisogno di un foglio bianco per scrivere una storia partendo da zero. Ma questa sarebbe davvero utopia

 

postato da: jacopolandifi alle ore 11:14 | Permalink | commenti
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mercoledì, 30 luglio 2008

SUL CONGRESSO PRC  E SUL  REGOLAMAENTO DI POLIZIA MUNICIPALE A FIRENZE 

In questa ultima settimana si sono registrati due avvenimenti, che se pur diversi tra loro, hanno comunque una valenza importantissima nel delineare il quadro politico che attende la Sinistra nei prossimi mesi. Uno di respiro nazionale, Il Congresso del PRC e l’altro il Regolamento di Polizia municipale della nostra città Firenze.

La sensazione è che il quadro si sia ulteriormente complicato e che l’unità a Sinistra al momento sia ancora più difficile da raggiungere, difficile, ma dobbiamo credere non impossibile.

I congressi sono finiti, tutti noi speravamo in una semplicazione del quadro politico in una razionalizzazione delle opzioni, speravamo nel buon senso. E invece è prevalsa la logica della paura, la solita buona dose di regolamenti di conti interni, nuove correnti, vendette che alimenteranno altre vendette.

Un PRC favorevole, con una consistente maggioranza ad un processo costituente per una Sinistra unita, a mio avviso, sarebbe stata la cinghia di trascinamento anche delle altre forze recalcitranti, producendo una consistente accelerazione del processo costituente.

Maggioranze risicate, Vendola o Ferrero poco importa, non sarebbero servite e non serviranno neanche in negativo.

Invece ha prevalso la ricerca dell’identità, (molto incentrata sul cosa eravamo e poco sul cosa saremo) ma penso ci saranno altri fuochi artificiali, perchè così il PRC nonostante la leadership marcatamente antiunitaria  mi sembra comunque in stallo.

Ferrero e Vendola adottano due grammatiche politiche diverse, le parole per loro hanno una diversa semantica e il pensiero che ne scatursice è la diretta conseguenza (come diceva Nanni: “chi parla male pensa male”). Vendola parla bene.

Ferrero al momento non cita le altre forze di Sinistra, , alcune delle quali hanno fatto incursioni improprie ma strategiche a congresso PRC ancora in corso...non mi sono piaciute..

Comunque tutto sembra andare verso una forma di entropia ingovernabile, mentre il Governo si puntella sulla fusione di due assi fondamentali del populismo, le politiche securitarie con le politiche sociali.

Aspettiamo questo mese per vedere se c’è un effetto domino di qualche tipo o se qualcuno abbagliato dallo “shine” vede un via nuova.

La complessità del quadro nazionale è la stessa di quello locale. Anzi quello locale offre spesso ulteriori  scivolosità con forze di Sinistra che si dividono fra maggioranza e opposizione complicando ancora di più lo scenario presente e le ipotesi di futuro.

La dimostrazione è venuta in città sull’approvazione dell’RPM.

Devo dire, per aver partecipato di persona in un paio d’occasioni allo svolgersi dei lavori nei gruppi consiliari che c’è stato grande impegno da parte di tutti nel modificare il testo originale che aveva il carattere dell’obrobrio.

Soprattutto per l’impostazione culturale repressiva che Mauceri ha abilmente individuato come il vulnus da cui partire per riaprire ai diritti dei cittadini, alla città vivibile. Poi si è passati al lavoro di mediazione sugli articoli. Da cui è scaturito ovviamente un testo di mediazione.

Un testo sul quale personalmente non condivido alcuni punti in particolare quelli in contrasto con la nostra Costituzione.

Il voto poi è stato un’altra cosa, con alcuni passaggi un po' deludenti, ma purtroppo le forze della Sinistra in Consiglio Comunale stanno su due lati opposti SD, Verdi e Pdci sono in maggioranza e sono comprensibili i vincoli di mandato.

Prc e Ornella De Zordo hanno fatto bene il loro lavoro illustrando emendamenti largamente condivisibili in un clima poco rispettoso, di disattenzione generale dei colleghi e dello 'sceriffo' che apriva bocca svogliatamente solo per ribadire il proprio diniego (“Contrario!).

Per le battaglie che ci attendono da settembre in poi, voglio sperare che quei tavoli di discussione, con tutti i soggetti di Sinistra rappresentati in Consiglio e con la S.U.P cui mi auguro se ne possano aggiungere altri, siano la prova della possibilità reale di parlarci di guardarci negli occhi per un confronto che riesca a 'fare' che riesca almeno in città a farci superare steccati inutili e ad essere propositivi per una nuova casa politica della Sinistra.

 

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giovedì, 10 luglio 2008

Un segnale dall'Europa

Ancora una volta meno male che c’è il Parlamento europeo, quello dei tecnocrati che la la Lega nord tanto odia. Arriva da Strasburgo la notizia che la  Risoluzione sulle impronte ai nomadi, presentata da Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea è passata al parlamento europeo con 336 sì, 220 no e 77 astenuti. Nel testo si mette in guardia dalla violazione delle norme "antidiscriminazione".  Il Ppe ha provato a rallentare il voto ma non riuscendoci ha votato no. Preoccupante anche in Europa l’atteggiamento di quelli che si definiscono moderati e annoverano tra le loro fila i cattolici di quasi tutti gli schieramenti. Il parlamento ha approvato un emendamento al testo della risoluzione col quale si esortano le autorità italiane "ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall'utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell'imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica".

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mercoledì, 09 luglio 2008

Cooperazione o colonizzazione (due parole...)

 

Cooperare non vuol dire colonizzare e non vuol dire fare proselitismo religioso. Andare in paesi lontani dove guerre e sfruttamento o catastrofi naturali generano bisogno d’interventi d’aiuto o sostegno sia che questi si  strutturino come emergenza, o come progetto di lungo periodo dovrebbe significare semplicemente aiutare quelle comunità, senza contropartita.

Invece troppo spesso i Governi  e le Organizzazioni che si occupano di sostegno e sviluppo hanno costruito modelli di cooperazione che più che sviluppare i territori e le popolazioni dove operano, alimentano la poca tracciabilità di certe relazioni politiche, la dispersione di molti aiuti, spesso sprechi e affari poco chiari con potentati locali o con imprese private impegnate in operazioni puramente speculative. Tanti dossier documentati,  tante inchieste approfondite, nomi importanti coinvolti e sfiorati fino ad arrivare all’ex Segretario generale Onu Kofi Annan.

Organizzazioni laiche o religiose che siano appare chiaro che ci si muove e organizza nella maggior parte dei casi sempre per un interesse specifico.

Le organizzazioni di matrice religiosa mettono spesso in bella evidenza nei loro Statuti o nelle loro Carte dei valori la richiesta ai loro cooperanti di uno spirito di fede, che non è come dire,  un valore aggiunto o una conferma di alcuni principi d’ispirazione cristiana che anche il più laico e perfino l’ateo dichiarato non faticherebbe ad accettare perchè base di un'universale rispetto per l’uomo e la sua dignità, ma per avere invece un dogma da spandere come messaggio di fondo nei rapporti che si creano con queste popolazioni, siano essi legati alla formazione lavoro, alla scuola, o alla semplice distribuzione di alimenti e generi di prima necessità. La posizione di forza di chi ha verso chi non ha è palese. I cosi detti paesi in via di sviluppo, che l’occidente poi non fa sviluppare mai, rappresentano già da una parte un bacino di consumatori potenziali da abbagliare e plasmare per alimentarne gusti, sogni, bisogni in un futuro prossimo, dall’altra l’ultimo terreno da dove la Chiesa può attingere vocazioni per le sue gerarchie e nuovi fedeli per riempire le sue parrocchie, sempre che le deliranti posizioni sull’uso del profilattico per la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, nel caso dell’Africa, non tolgano prima del tempo a milioni di persone un futuro che deve essere indipendente e autonomo da ogni logica di controllo o sfruttamento.

 

 

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categoria:politicamente
giovedì, 03 luglio 2008

CASO E OMONIMIA

Mi porto dietro il film “Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto” da 3 settimane, devo cambiarlo, il lettore dvd non lo legge. Il venditore è anche un amico.

In una precisa finestra di tempo del pomeriggio del 1 luglio, ma per imprecisate ragioni, il muso del mio scooter punta dritto una direzione. Ha deciso di portarmi a cambiare quel film.

Dopo qualche minuto che sono nel negozio, il cane solitamente narcolettico del mio amico, si anima come tarantolato e si genta su una tipa bionda all’ingresso, lei sorridente lo accoglie tra le braccia.

Adesso siamo 3 + il cane, che dopo aver devastato le gambe della signorina con delle unghiate in stile Nightmare ha esaurito la sua spinta emotiva e dorme.

Parliamo e scopro che lei insegna, ha un blog su splinder,  gli piace un sacco scrivere, che ha già scritto un libro e ne ha in uscita un secondo, è pure simpatica. L'ultima annotazione è ovviamente relativa.  

Ah scopro anche che portiamo lo stesso cognome!

Parliamo per un bel po',ci diamo qualche riferimento, poi preso L’infernale Quinlan in un’edizione speciale me ne sono andato.

La giornata è proseguita, calda e faticosa. Verso l'ora di cena torno a casa, il tempo di preparare qualcosa da bere, che mi suona il telefono, mentre inizio la conversazione mi viene da aprire la finestra, mi affaccio e una macchina mi parcheggia sotto casa, un secondo e ne esce una bionda.

La guardo un attimo e la chiamo, lei si gira e guarda all’insù, si capisce che non deve distinguere bene, si capisce che ha problemi di vista e poi me lo urla pure e allora io gli urlo il mio nome. Ci mettiamo a ridere.

Era la mia omonima incontrata nel pomeriggio nel negozio del mio amico.

Vedi un po' il caso, anche se ai più attenti o a chi ha libri in uscita, potrebbero sembrare le “Notazioni” per una mia versione degli “Esercizi di stile” di Queneau, giuro che  è tutto vero.

La  

La

 

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categoria:visioni
martedì, 01 luglio 2008

Separare, includere, accogliere

Superare le separazioni, annettere, includere, accogliere.

Questi alcuni temi che si dibattono nelle varie assemblee della Sinistra o nei gruppi di lavoro che fioriscono negli ultimi mesi (come margherite, ops garofani, no meglio tulipani) come tulipani, si può andare.

Sedersi in uno di questi circoli è emozionante, ci sono in primis i vecchi e le vecchie compagne (sempre specificare entrambi i generi..) sono i più saggi, i migliori da ascoltare, e ad ascoltare, le hanno viste tutte e le hanno viste da vicino. Hanno umanità, hanno rispetto di noi che gli stiamo vicino, lo senti, lo vedi dagli sguardi, non sono mai sprezzanti, ammettono la defaillance mnemonica o culturale, chiedono ricchi di una curiosità profonda, non fanno calcoli, forse perchè non hanno più il tempo per calcolare potrebbe obiettare qualcuno, non è per questo, semplicemente coltivano ancora con forza l’idea, la radice del sogno del cambiamento, il concetto di potere è sfumato quasi a scomparire. Questo si badi bene anche per i più determinati, anche per quelli con il dna del partito, anche i più fini in fatto di strategia e di tattica. Poi vengono gli altri, fanno paura gli altri, giuro. E’ un campionario di reazionari che non sanno di esserlo, autoproclamati, autoconvocati, autocappottati. onniscenti, chiromanti e qualche astrologa. Tutti accessoriati di sguardi luciferini e denti aguzzi, pronti a farti a pezzi alla minima indecisione, a cercare l’immediata supremazia, a non ascoltare, a un atteggiamento di censura e rifiuto. Ci sono ragazzine che hanno inziato dalla sinistra neonatale e ora dopo anni di cornetto algida e politica, approdate alla sinistra giovanile non possono più ascoltare nessuno e c’è da capirle.

Ci sono gli amici dei senegalesi che però sparerebbero ai marocchini, c’è l’amica del popolo Rom che però non capisce l’utilità del popolo Kazako e lo sterminerebbe volentieri. Tollerare, accogliere, includere, su parliamo di Diritti Civili.

A volte è stupefacente vedere l’arroganza spinta quasi fino alla violenza con cui le persone si esprimono su cose di cui non conoscono nulla e ignorano tutto.

Intorno è un profluvio di sigle e fazioni, di uni e altri, di piccole alleanze e giochi di sponda, di trappole  con lame taglienti.

Su allora i Diritti di tutti, la convivenza, dai su riprendiamo.

Ed ecco steccati con filo spinato, cani rabbiosi pronti a scattare, squadre d’intervento rapido veloci nell’isolarti e portarti in qualche segreta per torturarti fino a farti cambiare sigla, fino alla sublimazione dello stato confusionale.

Superare le separazioni, annettere, includere, accogliere.

Solitudine. entrare o uscire dalla solitudine. La separazione,  crea solitudine  e isolamento, si può reagire violentenmente alla solitudine o tentare di farne la  compagna ideale in comunione con la natura, ma è un tentativo destinato a fallire anche fossimo immersi nella bellezza, perche le stesse meraviglie del mondo appaiono meno luccicanti se non le condividi con qualcuno.

Stare insieme sarà un duro lavoro. 

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categoria:politicamente
martedì, 01 luglio 2008

Amore è violazione dell'integrità degli individui.

La sola cosa capace di aprirci all'altro.

Umberto Galimberti

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categoria:ispirazioni